di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 01/06/2026

Una sede dell'Agenzia delle Entrate (repertorio) - Redazione Lavoratorio.it
Torna al centro del dibattito fiscale il tema del contributo delle diverse categorie di contribuenti alle casse dello Stato. Secondo una recente analisi della CGIA, i dati delle dichiarazioni dei redditi mostrano che imprenditori e lavoratori autonomi versano mediamente quasi il doppio dell’Irpef rispetto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.
L’associazione contesta una delle convinzioni più diffuse nel dibattito pubblico, secondo cui sarebbero principalmente dipendenti e pensionati a sostenere il peso dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. I numeri, secondo la CGIA, raccontano una realtà più complessa.
I DATI SULL’IRPEF PAGATA DALLE DIVERSE CATEGORIE
Analizzando le dichiarazioni dei redditi relative al 2024, emerge che l’Irpef media versata dagli imprenditori e dai lavoratori autonomi ammonta a 8.331 euro all’anno.
Per i lavoratori dipendenti il versamento medio si ferma a 4.215 euro, mentre per i pensionati è pari a 4.006 euro.
In termini percentuali, ciò significa che le partite Iva versano mediamente:
Secondo la CGIA, la principale spiegazione di questo divario risiede nel fatto che i redditi medi dichiarati dagli autonomi risultano generalmente più elevati rispetto a quelli delle altre categorie.
COME È DISTRIBUITO IL GETTITO IRPEF
In Italia i contribuenti soggetti all’Irpef sono circa 42,5 milioni.
La platea è composta da:
Il gettito complessivo dell’Irpef raggiunge quasi 190 miliardi di euro.
La distribuzione delle entrate fiscali vede:
Pur rappresentando una quota numericamente molto più ridotta dei contribuenti, le partite Iva contribuiscono quindi in misura significativa alle entrate derivanti dall’Irpef.
LE DIFFERENZE ALL’INTERNO DEL MONDO DELLE PARTITE IVA
La categoria degli autonomi comprende realtà molto diverse tra loro. La CGIA evidenzia infatti notevoli differenze negli importi medi versati.
Nel dettaglio:
Si tratta di valori che mostrano come il peso fiscale vari sensibilmente a seconda della tipologia di attività svolta e del reddito prodotto.
LOTTA ALL’EVASIONE E PRESSIONE FISCALE
La CGIA sottolinea che la lotta all’evasione fiscale e alla sotto-dichiarazione dei redditi rimane una priorità, anche nel mondo del lavoro autonomo. Tuttavia, secondo l’associazione, questo non dovrebbe portare a ignorare il contributo fiscale garantito da milioni di professionisti e piccoli imprenditori.
Secondo l’analisi, molti autonomi percepiscono oggi il sistema fiscale come particolarmente oneroso, caratterizzato da una successione continua di imposte, contributi e adempimenti che incidono in modo rilevante sull’attività economica.
IL DIBATTITO SUL PESO DEL FISCO
I dati rilanciano il confronto sul ruolo delle diverse categorie nel finanziamento della spesa pubblica e sul livello della pressione fiscale in Italia.
Da una parte resta centrale il contrasto all’evasione, dall’altra emerge il tema della sostenibilità del carico fiscale per professionisti e piccoli imprenditori, che secondo la CGIA figurano tra i contribuenti che mediamente sostengono i versamenti Irpef più elevati.
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