di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 28/05/2026

Una famiglia con figli mimorenni (repertorio) - Alena Evseenko
Dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore le nuove soglie di reddito per l’Assegno per il nucleo familiare (Anf). L’aggiornamento, comunicato dall’INPS, resterà valido fino al 30 giugno 2027 e potrebbe consentire ad alcune famiglie di ottenere importi più elevati grazie alla rivalutazione dei limiti reddituali.
L’aumento delle soglie è stato calcolato applicando una rivalutazione dell’1,4%, collegata all’andamento dell’inflazione. Pur non cambiando direttamente gli importi base dell’assegno, le nuove fasce potrebbero permettere a diversi nuclei familiari di rientrare in categorie più favorevoli.
CHI PUÒ ANCORA RICEVERE L’ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE
Dopo l’introduzione dell’Assegno unico universale, l’Anf è rimasto attivo soltanto per alcune categorie specifiche di lavoratori e pensionati.
L’assegno continua infatti a spettare:
Restano invece esclusi i lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori diretti.
Le nuove soglie riguardano soprattutto i nuclei familiari senza figli a carico, ad esempio quelli composti da coniugi, fratelli, sorelle o nipoti.
COSA CAMBIA DAL 1° LUGLIO 2026
L’aggiornamento delle soglie potrebbe tradursi in un aumento concreto dell’importo mensile per alcune famiglie che oggi superano di poco i limiti previsti dalle fasce più vantaggiose.
Secondo quanto spiegato dall’INPS, con la rivalutazione dell’1,4% alcune famiglie potranno accedere a una fascia superiore pur mantenendo invariato il proprio reddito.
Uno degli esempi riguarda i nuclei composti esclusivamente da maggiorenni inabili diversi dai figli. Fino a giugno 2026, chi supera i 33.540 euro annui rientra in una fascia meno favorevole e riceve un assegno ridotto. Dal 1° luglio il limite salirà invece a circa 34.010 euro, consentendo a parte di questi nuclei di ottenere un importo più alto.
COME FUNZIONANO LE FASCE DI REDDITO
L’Assegno per il nucleo familiare viene calcolato utilizzando specifiche tabelle pubblicate annualmente dall’INPS. Ogni fascia reddituale corrisponde a un determinato importo mensile.
Le nuove tabelle permetteranno di verificare:
Con la rivalutazione annuale cambiano quindi i limiti di accesso alle varie fasce, mentre gli importi teorici della prestazione restano sostanzialmente invariati.
L’EFFETTO DELL’INFLAZIONE SULLE NUOVE SOGLIE
L’adeguamento delle soglie è collegato all’aumento del costo della vita. Secondo gli ultimi dati ISTAT citati dall’INPS, ad aprile 2026 l’inflazione annua è tornata al 2,7%.
La revisione delle fasce reddituali serve proprio a evitare che l’aumento nominale dei redditi faccia perdere automaticamente il diritto agli importi più favorevoli dell’assegno.
Le famiglie interessate potranno consultare le nuove tabelle direttamente sul sito dell’INPS a partire dall’entrata in vigore ufficiale prevista per il 1° luglio 2026.
Leggi anche: Bonus benzina 2026, cosa c'è di vero
Leggi anche: Isee automatico, cosa succede con i bonus
Leggi anche: APE Sociale 2026, tutto quello che c'è da sapere
Leggi anche: Bonus per i single, tutti i contributi
Se vuoi ricevere su WhatsApp i nuovi articoli di Lavoratorio.it CLICCA QUI e attiva le notifiche ![]()
Se vuoi ricevere su Telegram i nuovi articoli di Lavoratorio.it CLICCA QUI e poi su "unisciti" per attivare le notifiche![]()
Cerca il TUO lavoro con Lavoratorio.it: seleziona settore professionale e zona di lavoro
Ti potrebbero interessare: